''L'Italia agli italiani!'', no?

Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo la violenza, la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la polizia. Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane. (Repubblica)


Avevano rubato radio, televisori e videoregistratori abbandonati nella baraccopoli abbandonata nel quartiere Ponticelli a Napoli. Con l'accusa di furto aggravato sono stati denunciati dai carabinieri un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell'ordine e quattro 15enni, tutti del quartiere. I quattro sono stati sorpresi e bloccati dai carabinieri in via Virginia Wolf, mentre tentavano di razziare nel campo rom abbandonato nel corso della notte a seguito delle manifestazioni di protesta degli abitanti del luogo perpetrate negli giorni scorsi. Secondo gli uomini dell'Arma il maggiorenne ha partecipato attivamente alle manifestazioni di protesta contro i rom che hanno portato a fitte sassaiole e a incendi dolosi alle baracche per spingere le popolazioni nomadi ad abbandonare il quartiere.(Apcom)


"Abbiamo perduto la testa. L'abbiamo perduta quando ci ha detto: sono incinta di uno di voi".Il fidanzato di Lorena e i suoi due compagni hanno confessato. Prima qualche ammissione, tante contraddizioni, poi la verità. A soffocare, bruciare e gettare nel pozzo legata a un masso Lorena Cultraro, 14 anni di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, sono stati tre minorenni, 17, 16 e 15 anni. La ricostruzione e alcune impronte trovate sul luogo del delitto li hanno messi all'angolo. (Repubblica)

mericonci || maggio 16, 2008 09:52 || venerdì, 16 maggio 2008
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I muri dell'odio

muro teramo picc

Scritte sui muri della mia città (Teramo).

Una discussione in merito

mericonci || maggio 14, 2008 22:19 || mercoledì, 14 maggio 2008
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Micio...evo?

gatto bellofoto © mericonci

"Uhmmmm...."

mericonci || maggio 09, 2008 20:19 || venerdì, 09 maggio 2008
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Bruciare una bandiera e spegnere una vita pari sono?

kippah finiIl nostro Presidente Fini invece di accostare vicende imparagonabili (la vita umana non è un simbolo di stoffa, per quanto esso possa essere importante) condannando delle legittime, anche se dure, contestazioni contro le politiche della classe dirigente israeliana (non so cosa c'entri questo con l'omicidio di un ragazzo commesso da assassini di estrema destra)  e di stracciarsi le vesti per le bandiere straniere (quella di Israele), dovrebbe ricordarsi che lui è alleato con questi signori. Signori che fra poco saranno ministri della nostra Repubblica (bruceranno anche il tricolore che troveranno vicino al Presidente della Repubblica all'atto del giuramento? O lo useranno per raccogliere gli eventuali bisogni fisiologici conseguenti alla tensione del momento?):
(...)Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase "Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, "Il tricolore lo metta al cesso, signora", nonché di aver chiosato "Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore".(...)  video
mericonci || maggio 06, 2008 15:54 || martedì, 06 maggio 2008
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Pedalando per la pace

FTW-Palestine 104 bisHanno voluto la bicicletta per portare un messaggio di pace in tutto il Medio Oriente e adesso pedalano, dal Libano alla Palestina, passando per la Siria e la Giordania: circa 250 cicliste di tutto il mondo, di cui 19 italiane, ventenni ma anche over 60, hanno dato il via da Beirut alla quarta edizione di "Follow the Women", la manifestazione sportiva ideata nel 2005 dalla statunitense Detta Reagan. "Siamo qui per ribadire che noi donne vogliamo la pace e chiediamo agli uomini che la smettano con la guerra perché vogliamo crescere i nostri bambini in un mondo migliore", ha detto all'ANSA di Beirut Luisa Trigila, 67 anni, coordinatrice della compagine di cicliste italiane e rappresentante del gruppo 'Amici della bicicletta' di Padova. La manifestazione si è aperta ieri a Beirut con una cerimonia ufficiale nella sede dell'Unesco e poi è proseguita con la prima pedalata di 35 km del tour mediorientale: da Baaqlin, località nelle montagne druse dello Shuf fino alla capitale libanese. "In ogni località che attraversiamo o in cui ci fermiamo veniamo accolte in modo straordinario", racconta Trigila, alla sua terza edizione di "Follow the Women". "Portiamo un messaggio di pace e riceviamo in cambio gioia, applausi, canzoni, balli, fiori.. non so se meritiamo tutto questo, ma è comunque un segnale positivo che vogliamo opporre alle brutture che invece si associano a questa parte di mondo", continua la veterana ciclista di Padova. Dopo aver percorso un ampio tratto della valle orientale della Bekaa, le 250 donne per la pace, tra cui figurano anche atlete iraniane e palestinesi, sono attese stasera a Damasco, dove domani animeranno la città vecchia e da dove mercoledì partiranno per raggiungere il confine con le Alture siriane del Golan, occupate da Israele da 41 anni. Dopo la Siria, il corteo di cicliste proseguirà in Giordania e quindi nei Territori occupati palestinesi. Qui, il programma prevede una pedalata attraverso il centro di Gerico, una visita nel campo profughi di Aqbat Jaber nell'ambito della settimana di celebrazioni del 60/o anniversario dell'esodo di centinaia di migliaia di palestinesi, la cosiddetta Nakba (Catastrofe), avvenuta in seguito alla nascita dello Stato d'Israele nel 1948. (ANSA)
mericonci || maggio 06, 2008 12:28 || martedì, 06 maggio 2008
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Afghanistan: Nato accusata di danni ai Buddha di Bamiyan

buddha bam
foto © Pino Scaccia

Le forze della Nato in Afghanistan sono state accusate di aver provocato ulteriori danni a uno dei Buddha di Bamiyan, le enormi statue scolpite nella roccia e quasi completamente distrutte dai Taleban perché considerate idolatre. Secondo quanto riferisce oggi il quotidiano americano "Washington Post" nella sua edizione online, l'Unesco (l'agenzia dell'Onu per la cultura) sta cercando di chiarire quanto accaduto dopo la denuncia di Niajibullah Harah, responsabile per l'informazione e la cultura del distretto di Bamiyan. Harar ha detto che il più piccolo dei due Buddha giovedi è stato ulteriormente danneggiato dall'esplosione controllata di un residuato bellico effettuata da uomini dell'Isaf, il contingente della Nato. L'esplosione, secondo Harar, sarebbe avvenuta ad appena una decina di metri dalla parete rocciosa dove i Buddha sono stati scolpiti. La Nato invece sostiene che la distanza era di un centinaio di metri dallo storico sito ed ha negato che nella roccia si siano prodotte nuove crepe. I Buddha di Bamiyan, proclamati dall'Unesco patrimonio dell'umanità, risalgono a oltre 1.500 anni fa. Anche se quasi interamente distrutti dai Taleban, i loro profili e alcuni loro tratti sono ancora visibili. Non è ancora chiaro però se verranno ricostruiti o meno. Ticinonews

mericonci || maggio 03, 2008 21:30 || sabato, 03 maggio 2008
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Gaza, casa presa a cannonate dagli israeliani

gaza strageSembra destinata ad allontanarsi la tregua tra Hamas e Israele, dopo la strage nella Striscia di Gaza in cui sono morti quattro fratellini palestinesi e la loro madre. Il massacro e' avvenuto in mattinata a Beit Hanoun. Un carro armato israeliano ha aperto il fuoco contro un'abitazione civile dove una famiglia stava facendo colazione. E' bastato un proiettile del blindato per radere al suolo l'edificio e quelli che vi si trovavano dentro: quattro bambini di eta' compresa tra uno e cinque anni e la loro madre. Insieme a loro ha perso la vita un diciassettenne che in quel momento passava davanti l'abitazione. L'attacco, riferito da fonti palestinesi ma non confermato dall'esercito israeliano, e' stato denunciato dal presidente palestinese, Abu Mazen: "Quest'aggressione -ha detto- non aiuta gli sforzi per riconquistare la stabilita' e ostacola il processo di pace". E di aggressione" ha parlato anche Hamas, annunciando vendetta. Dal canto suo, il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, si e' limitato a mettere le mani avanti, affermando che i miliziani obiettivo delle operazioni israeliane operano sul territorio confondendosi con i civili. "Ci hanno attaccato da basi nascoste tra la popolazione civile e noi abbiamo risposto", ha spiegato il maggiore Avital Leibovich, portavoce dell'esercito dello Stato ebraico, che ha avviato un'indagine per verificare se la controffensiva abbia colpito i civili. Cio' che appare evidente, oltre ai cadaveri dei bambini, e' l'ulteriore difficolta' che incontreranno i mediatori egiziani impegnati per la firma di una tregua. Hamas, che il cessate-il-fuoco aveva proposto, ha lanciato un avvertimento attraverso il portavoce Sami Abu Zuhri: "Dopo questi crimini nessuno potra' rimproverarci le azioni volte a rompere l'assedio a Gaza e porre termine all'aggressione". (Agi)  FOTO
mericonci || aprile 28, 2008 16:29 || lunedì, 28 aprile 2008
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L'Onu: Gaza è alla fame e senza medicine

gaza filo spinatoNon si sono ancora spenti gli echi della terribile dichiarazione del rappresentante libico al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite -con l'accusa a Israele di avere trasformato la Striscia di Gaza in un lager nazista- che il portavoce dell'agenzia Onu per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa) ha denunciato la gravita' della situazione umanitaria nella Striscia e il rischio di ripercussioni negative sul processo di pace con Israele. "La fame, la gente affamata non sono nell'interesse della pace ne' della sicurezza di Israele", ha detto Chris Gunnes, portavoce dell'Unrwa. Proprio ieri le Nazioni Unite, per mancanza di carburante per gli automezzi, hanno sospeso tutte le operazioni di distribuzione di viveri a oltre la meta' del milione e mezzo di palestinesi della Striscia. Una popolazione che vive in stato d'assedio per il blocco imposto da Israele in funzione anti-Hamas, il movimento di resistenza islamico che dallo scorso giugno, dopo il colpo di mano contro il presidente Abu Mazen, controlla il territorio e da li' attacca con razzi le cittadine israeliane di Sderot e di Aschelona. Una denuncia della situazione a Gaza arriva anche da 'Medici senza frontiere'. L'organizzazione umanitaria fa sapere che "le attivita' di soccorso medico nella Striscia sono gravemente ostacolate dalla penuria di carburante". Le equipe di Msf "sono state costrette a limitare le visite ai soli malati piu' gravi", ha affermato Duncan McLean, capo missione di Medici senza frontiere, "ovvero un quinto dei pazienti dei programmi di cure post-operatorie. Questa settimana, solamente la meta' dei pazienti di Msf e' potuto recarsi nelle strutture sanitarie dell'organizzazione. Novanta persone in lista d'attesa non possono ancora ricevere le cure. L'arresto delle nostre attivita' puo' provocare, per la totalita' dei nostri pazienti, un grave peggioramento del loro stato di salute generale. In questo momento, Msf funziona grazie a uno stock d'urgenza e ha un'autonomia di carburante non superiore a 10 giorni. Senza una ripresa degli approvvigionamenti, la situazione puo' diventare rapidamente drammatica". Analoga la situazione delle altre strutture mediche di Gaza. "Il personale sanitario ha difficolta' a muoversi e in alcuni ospedali il tasso di assenza raggiunge il 40 per cento", afferma una nota di Msf, "I malati affrontano le stesse difficolta'. Le ambulanze devono anch'esse limitare i loro interventi unicamente ai casi d'urgenza". (AGI)
mericonci || aprile 25, 2008 22:58 || venerdì, 25 aprile 2008
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Perchè l'Afghanistan è anche (soprattutto) questo

Wall_Paintings7Le più antiche pitture ad olio al mondo, risalenti al settimo secolo dopo Cristo, sono state scoperte da archeologi nelle caverne dei monaci buddisti a Bamiyan, in Afghanistan, vicino alle due statue giganti di Buddha distrutte dai taleban nel 2001 perché non islamiche. Gli scienziati, rende noto il sito del Sincrotrone europeo di Grenoble in Francia (ESRF), hanno scoperto che le pitture in 12 delle cinquanta caverne sono state dipinte con colori ad olio, estratto dalle noci o dal papavero. "Questo è il primo esempio di pittura ad olio al mondo - ha detto il direttore del team di scienziati, Yoko Taniguchi. Gli olii erano già usati dagli Egiziani e dai Romani, ma solo come farmaci e cosmetici". In Europa l'olio fu utilizzato nelle pitture solo dal Duecento e non fu usato con frequenza fino all'inizio del Quattrocento. Bamiyan era un tempo un fiorente centro buddista. I monaci vivevano in una serie di caverne scavate nella roccia, accanto alle statue giganti. Le pitture mostrano scene della vita di Buddha e creature mitiche. A dipingerle furono artisti che viaggiavano lungo la via della seta. Ticinonews Altre foto e video della scoperta qui
mericonci || aprile 22, 2008 21:37 || martedì, 22 aprile 2008
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Gli Usa hanno bombardato l'Afghanistan con uranio impoverito?

Il governo afghano intende indagare se gli Stati Uniti abbiano usato uranio impoverito durante l'invasione dell'Afghanistan nel 2001 e se questo possa essere collegato alla nascita successiva di bambini malformati. Parti dell'Afghanistan, in particolare la regione montagnosa di Tora Bora all'est (il sospetto nascondiglio del capo di Al Qaida, Osama bin Laden), vennero pesantemente bombardate alla fine del 2001, quando fu cacciato il regime dei Taleban. L'uranio impoverito è un metallo pesante usato per i proiettili anticarro, che può perforare le corazze dei carri armati, ma ha anche un basso livello di radioattività. Secondo il vice ministro afghano della Salute, Faizullah Kakar, che ha citato un anonimo esperto americano, sono venuti alla luce casi di bambini malformati nati nelle aree afghane pesantemente bombardate. Il governo americano non ha confermato a quello afghano di aver usato l'uranio impoverito, ma, ha dichiarato Kakar, "la mia fonte ha detto che è stato usato". "Prenderemo campioni di terra, rocce e acqua nelle varie aree", ha spiegato il viceministro. "In Afghanistan abbiamo grandi problemi di carenze alimentari. Così è difficile dire se le malformazioni siano dovute all'uranio impoverito o a carenze nutrizionali o a fattori genetici". Swissinfo

La lotta al terrorismo internazionale deve essere condotta «in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta».(...) «La promozione dei diritti umani - ha spiegato Ratzinger- rimane la rimane la strategia più efficace... anche per un aumento della sicurezza».(...) «Le vittime degli stenti e della disperazione, la cui dignità umana viene violata impunemente - ha osservato Ratzinger - divengono facile preda del richiamo della violenza e possono diventare in prima persona violatrici della pace». (...) L'Unità

mericonci || aprile 19, 2008 17:13 || sabato, 19 aprile 2008
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Chi lavora per la pace fa paura ad Israele

"Mentre continua a portare avanti la sua politica di isolamento e punizione collettiva nei confronti della popolazione civile palestinese a Gaza, il Governo Israeliano nega ad un ex capo di Stato di recarsi in visita nella Striscia. Una decisione senza precedenti, quella adottata nei confronti dell’ex Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, Premio Nobel per la Pace nel 2002, e che da sempre si è dichiarato convinto sostenitore di un accordo di pace israelo-palestinese, fondato sulla creazione di due popoli e due Stati e denuncia la politica di apartheid. Una decisione che, se presa da qualsiasi altro Paese, avrebbe acceso polemiche e suscitato una vera rivolta mediatica sulla scena internazionale". Sono le parole del vice presidente del Parlamento europeo, Luisa Morgantini, che commenta così la decisione del Governo israeliano di negare la visita in Israele dell’ex Presidente Carter e la situazione nella Striscia di Gaza. "Tanto più che Carter – afferma - è stato anche mediatore nel 1978 a Camp David delle trattative del primo accordo firmato tra Israele e uno Stato arabo, l’Egitto. Intanto la situazione nella Striscia di Gaza diventa ogni giorno più drammatica: la comunità internazionale e l'Unione Europea devono adoperarsi per l'immediato cessate il fuoco e per la fine di ogni atto di violenza, il cui prezzo viene pagato ancora una volta dalla popolazione civile. Ogni azione militare che ricade sulla popolazione civile, come è accaduto ieri nella Striscia di Gaza, va con forza condannata, alla luce del rispetto del diritto umanitario internazionale". "A questo si aggiunge il collasso dei servizi essenziali, - evidenzia - dovuto al mancato rifornimento di carburante - di cui dal 9 aprile Israele ha cessato la distribuzione, decidendo di riaprire oggi la fornitura soltanto per la centrale elettrica. In un comunicato stampa di ieri, 8 agenzie delle NU hanno denunciato tali limitazioni nel rifornimento del carburante, le cui quantità non arrivano ad assicurare i bisogni elementari della popolazione civile. Anche la PMRS, una delle maggiori ONG che forniscono servizi sanitari a Gaza e nei Territori, ha lanciato un appello per l'imminente "disastro umanitario" e rischia di sospendere tutte le sue attività. Secondo quanto denuncia il Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza (PCAS, che fa parte della campagna portata avanti a Gaza, www.freegaza.ps), più dell'85% dei mezzi di trasporto privati e più del 65% di quelli adibiti ad uso sanitario, sono fermi da alcuni giorni per mancanza di carburante". "Ai palestinesi di Gaza continuano così ad essere negate le più basilari necessità e la possibilità di condurre una vita dignitosa; - dichiara - ancora una volta è la popolazione civile palestinese a subire una punizione collettiva di tale ampiezza, definita espressamente illegale dal diritto internazionale. È di ieri, 16 aprile, la notizia diffusa dall'associazione israeliana Physicians for Human Rights e dalla Campagna per porre fine all'assedio di Gaza (www.end-gaza-siege.ps) dell'ennesimo rifiuto da parte del DCO (Ufficio di Coordinamento Israeliano) di concedere a malati palestinesi il permesso di recarsi in Israele o in Cisgiordania per ricevere le cure mediche adeguate; dall'inizio dell'assedio, sono 133 i palestinesi morti per aver ricevuto tale rifiuto; mentre attualmente sono 1562 i pazienti che necessitano di lasciare Gaza per cure urgenti". (aise)

7737(...) Sicuramente Carter non gode di buona fame in Israele, specialmente dopo la pubblicazione, avvenuta l’anno scorso, di un libro in cui denunciava il regime di apartheid a cui Israele sottopone i palestinesi. Intervistato dal popolare giornale israeliano Haaretz Carter ha spiegato il suo punto di vista sulla crisi regionale. Punto di vista audace e in controtendenza con l’atteggiamento israeliano, sostenuto sempre e comunque dagli Stati Uniti che, ricordiamolo, erogano per quel paese più aiuti che per qualsiasi Stato dell’Unione. Secondo Jimmy Carter “anche la Siria dovrebbe essere coinvolta nelle discussioni, perché”, aggiunge, “se il presidente siriano avrà l’impressione di essere trattato come un nemico finirà con lo schierarsi definitivamente con l’Iran. Non parliamo ai cubani, non parliamo agli iraniani. Non parliamo ad una sacco di gente. Ma credo che quando si voglia intavolare un processo di pace tut